Nel corso degli anni, mi sono trovato a passare del tempo con Jochen Mass, una leggenda delle corse automobilistiche. Il nostro primo incontro avvenne nel 2011 a Stoccarda, durante il 125º anniversario di Mercedes-Benz. Nonostante ci vedessimo di rado, ogni volta era un piacere condividere risate con lui.
Jochen Mass era un volto noto nelle feste delle auto di lusso, da Pebble Beach a Goodwood. Anche nei momenti più affollati, trovava sempre il tempo per scambiare due chiacchiere. Era un eccellente narratore, capace di incantare chiunque con storie indimenticabili, e lo faceva con il sorriso di chi sta raccontando un aneddoto prezioso.
Nel mondo delle corse, Mass era rispettato quanto ammirato. Alla domanda su quale fosse la sua auto da corsa preferita, raccontava con entusiasmo delle Porsche 956 e 962, per poi fermarsi e suscitare meraviglia nel pubblico menzionando la Porsche 917, che poteva pattinare le ruote a 320 km/h.
La nostra connessione si è approfondita ad Amelia Island, dove era onorato come ospite d'onore. Inaspettatamente, Mass mi coinvolse in una conversazione su come fosse vivere scrivendo, pensando al futuro della figlia Sydné. In quel momento, più che la sua gloria, mi trasmise il suo affetto di padre.
Un episodio memorabile riguarda un volo in mongolfiera che si concluse quasi in tragedia. Mass e il suo compagno di avventura finirono in mare dopo un atterraggio di fortuna. Jochen resistette nuotando per 14 ore, dimostrando la sua forza incredibile. Nonostante il dramma, ricordare quel racconto porta ancora un sorriso.
Jochen Mass ci ha lasciato con innumerevoli racconti incredibili e ci ha insegnato a trovare il lato comico in ogni situazione. Mi manca già, e ogni sua storia è un tesoro da custodire. Arrivederci, Jochen.
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