Impedendo le installazioni fai-da-te, c'è il rischio che i proprietari di casa continuino lo stesso, ma senza i permessi e le ispezioni di sicurezza necessari. Venerdì, i membri della NFPA voteranno per rimuovere questa clausola dal NEC del 2026. Se la mozione non verrà approvata, la nuova regolamentazione diventerà ufficiale.
Rivian, l'Associazione Caricatori di Veicoli Elettrici e altri sono contrari. Sostengono che ottenere un permesso edilizio e un'ispezione locale è la via sicura. La proposta attuale rischia di spingere i proprietari verso compromessi pericolosi, come mentire sulle intenzioni di utilizzo per ottenere comunque un permesso.
Basterebbe dichiarare che un'installazione serve per un apparecchio come un saldatore per aggirare la regola, collegando poi di nascosto un caricatore EV. Questo espone a rischi d'incendi a causa delle prese economiche da 240 volt.
Un’altra proposta discutibile per il NEC del 2026 è l'uso obbligatorio di interruttori differenziali con soglia di scatto a cinque milliampere su ogni circuito di ricarica EV. Le "nuisance trips" causate dalle condizioni ambientali richiederebbero un ripristino manuale del GFCI, spesso non accessibile nei punti di ricarica pubblica.
Tesla, Rivian, ChargePoint e altri hanno firmato per contestare l’aggiunta del GFCI al NEC, vedendola come una complicazione non necessaria.
Il NEC del 2026 potrebbe cambiare le regole per le installazioni di caricatori EV, limitandole a professionisti autorizzati, un cambiamento contestato da diverse aziende. Allo stesso tempo, una proposta per l'uso di interruttori GFCI su tutti i circuiti di ricarica potrebbe rendere le ricariche meno affidabili. Entrambe le modifiche suscitano dibattiti accesi sull'effettiva sicurezza e praticità.